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La questione della salute

di Ciro Discepolo



 

Questa mia breve relazione tende a individuare quella che, secondo me, è l’attuale situazione della salute del pianeta e dell’umanità che in esso abita. Raccomando di leggerla nel suo giusto significato, vale a dire di non considerarla relativa a singole persone particolari, a Tizio, a Caio, a Sempronio o a me, a mia figlia di diciannove anni, al Presidente del Consiglio o al leader dell’opposizione, ma a tutta quanta l’umanità, nessuno escluso, partendo dai bambini fino a giungere alle persone più anziane. Devo riconoscere che queste mie considerazioni possono sembrare piuttosto allarmanti e forse angoscianti, però sono anche convinto che esse possano essere di una notevole utilità pratica. Se così non fosse, si tratterebbe semplicemente di un lamento a tutto campo per spingere le persone alla depressione e al suicidio, mentre invece, nell’ottica dell’Astrologia Attiva, si tratta di tentare di raggiungere un obbiettivo esattamente opposto, cioè di proteggere la vita delle persone.

Questa mia dissertazione vuole stimolare le reazioni di chi mi legge e spingerle a mettere in campo tutte quelle risorse che ognuno di noi ritiene utili per migliorare la situazione della propria salute.

A questo punto dobbiamo fare un passo indietro e, come preambolo, partire da un dato oggettivo. Qual è questo dato oggettivo, di fatto? Io sto scrivendo nel luglio del 2003, sono 33 anni che pratico le Rivoluzioni Solari Mirate e, facendo una stima per difetto, ho inviato almeno 16.000 (sedicimila) persone a trascorrere lontano, in un luogo opportuno, il proprio compleanno mirato, con dei risultati che adesso esamineremo. Fermiamoci un attimo a tre anni fa: erano circa trent’anni che indirizzavo vari soggetti a festeggiare il compleanno mirato (circa dodicimila persone). Ebbene, in questo rapporto veniva fuori che a fronte di dodicimila persone partite per il compleanno mirato e di trent’anni di tale pratica, io avevo avuto soltanto il caso (un solo caso) di una giovane donna poco più che trentenne (una mia carissima amica, romana), che l’anno successivo - se ricordo bene - al suo primo compleanno mirato, fu vittima di un carcinoma al seno, un cancro piuttosto difficile da trattare e in stato avanzato, che rese necessaria una mastectomia totale.

In quella occasione io rimasi molto sconcertato: in un primo tempo pensai che l’orario di nascita che mi era stato fornito fosse sbagliato, poi però, studiando i documenti e le testimonianze del soggetto e rivedendo il cielo natale di questa persona, mi convinsi che l’orario era giusto e che, se errore c’era stato, esso non poteva essere in quel dato. D’altra parte ritenevo - e ritengo ancora oggi - di non aver commesso alcun errore di metodo sulla scelta di quel compleanno. In ogni caso, anche a fronte di tale episodio, la statistica era a mio favore in maniera schiacciante, perché un solo caso su 12 mila persone partite, in trent’anni di pratica, poteva significare solo due cose: o che Nostro Signore mi vuole un gran bene, e quindi mi ha aiutato in maniera straordinaria, oppure che il metodo funziona. Ora, escludendo il primo caso, perché non penso di meritare tanta stima o affetto o protezione da parte di Nostro Signore, credo invece che sia valida la seconda ipotesi e cioè che il metodo funzioni davvero. Devo dire che, in quell’occasione, anziché cercare di coprire la brutta notizia, io le diedi la massima diffusione, come potete verificare andando a leggere le fonti: infatti io scrissi di questo caso contemporaneamente su Internet, sulla mia rivista (Ricerca ’90) e sui miei libri, naturalmente senza fare il nome del soggetto e senza pubblicare i suoi dati di nascita. In tale occasione, se io avessi avuto “scheletri nell’armadio”, questi scheletri sarebbero saltati fuori: voglio dire che, avendo scritto che avevo avuto un solo caso di insuccesso, quello “di una giovane donna, avvocato, di Roma” sarebbero saltati fuori gli altri “cadaveri”, in quanto verosimilmente qualcuno si sarebbe fatto vivo sul web, dove possono avere accesso tutti, ricordandomi, magari, di essermi “dimenticato del ragioniere di Canicattì”, di avere “cancellato il caso della massaia di Cuneo e dell’architetto di Ferrara” e via dicendo. Tuttavia, come spiegavo prima, questi ipotetici scheletri nell’armadio non sono mai venuti fuori, il che è fortemente indicativo del fatto che - e questo è un punto fondamentale - la succitata statistica a cui mi riferivo prima è vera. In altre parole, su dodicimila persone partite per il compleanno mirato fino a circa tre anni fa, avevo avuto un solo caso di malattia seria. In quella occasione, io scrissi: “Non so spiegare cosa sia successo: quando sarò in grado di farlo, se un giorno sarò in grado di farlo, allora vi racconterò come sono andate le cose”.

Adesso facciamo un altro piccolo passo avanti e arriviamo al marzo del 2002. In quel mese, nel giro di dieci giorni circa, vidi crollarmi il mondo addosso. Infatti cinque giovani donne che seguivo astrologicamente, donne dai quaranta ai cinquant’anni circa, vennero da me, appunto a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, e mi dissero di essere state colpite dal cancro. Ora, quattro di queste donne avevano delle Rivoluzioni solari terribili e non erano volute partire, anche se erano state avvertite con molta enfasi da chi scrive, e devo dire che esse lo riconobbero spontaneamente, senza difficoltà: ricordarono anzi che io, accompagnandole fin fuori alla porta, insistetti molto perché partissero, ma non ci fu alcun margine di trattativa. In quel caso avemmo quattro tumori al seno e uno alla gola.

La quinta donna partì per la prima volta per il compleanno mirato e il giorno dopo il suo compleanno, tornata in Italia, le scoprirono un cancro al seno che evidentemente aveva già da prima. Allora io non restai scioccato per eventuali responsabilità che potessero riguardarmi, perché oggettivamente non c’erano responsabilità da parte mia, ma rimasi assai turbato e pensai “Se in uno spazio così piccolo come quello del mio studio, in un tempo così breve come quello di una decina di giorni e in una popolazione così ristretta come quella che fa capo a me per i consulti astrologici, ho registrato cinque casi di cancro, allora vuol dire che questa malattia sta scoppiando letteralmente in tutto il mondo (ho studiato statistica e so che non è così che si procede a ragionare con tale scienza, ma il mio intuito mi spingeva a investigare).

Da tale profonda angoscia iniziò per me una ininterrotta ricerca, che io condussi non andando a fonti labili o discutibili quali potevano essere gli articoli sensazionalistici di Novella 2000 o di Eva Express, ma attingendo alle fonti primarie e originali come i maggiori centri di ricerca sul cancro del mondo, tra cui il sito del National Cancer Institute (www.cancer.gov), cioè il centro mondiale di ricerca sul cancro gestito dal governo degli Stati Uniti d’America, oppure il sito del grande oncologo Umberto Veronesi, oppure i siti di altri istituti francesi, che in fatto di ricerca e cura del cancro, secondo me, sono all’avanguardia, ancora più degli Stati Uniti, e altri ancora.

In quei mesi mi soffermai in particolare sul cancro al seno, inviando ai maggiori centri mondiali un e-mail in cui chiesi: “Per favore, per motivi di studio, potete indicarmi, relativamente alle donne che abbiano superato i cinquant’anni di età, dal 1980 al 2002, anno per anno, quanti casi di tumore al seno avete registrato nel vostro istituto?”. Ebbene, i vari centri di ricerca interpellati mi risposero subito e molto gentilmente, via e-mail, ciascuno nella propria lingua, e mi dissero che senz’altro mi potevano fornire questi dati, ma fino al 1997. Allora mi procurai una “raccomandazione” presso l’oncologo addetto alle statistiche dell’Ospedale Pascale di Napoli (specializzato nella ricerca e nella cura dei tumori), gli telefonai e gli domandai: “Dottore, perché fino al 1997?”. E costui mi rispose: “Sa, la burocrazia, le statistiche, l’epidemiologia, noi siamo sempre indietro di un paio di anni rispetto ai dati reali…”. Ma io incalzai: “Scusi, ma quale paio d’anni, qui stiamo parlando di cinque anni, dal 1997 al 2002, non di due anni, e poi, mi perdoni, io non le ho domandato quanti casi di recidive avete archiviato, o quanti casi di mortalità, o quanti casi di complicazioni, di metastasi ecc., ecc. ci sono stati. No, io vi ho chiesto solo quante pazienti sono entrate nel vostro ospedale, giorno per giorno, nel 1988, nel 1989, nel 1990 ecc. e lei avrebbe anche potuto prendere il registro e leggere tre oggi, due ieri, tre l’altro ieri; poi avrebbe potuto sommare i dati con la calcolatrice e darmi subito un numero. Lei me lo può dare questo numero?”.

“No!”. “E perché?”. “Sa, la burocrazia, l’epidemiologia, le statistiche…”. “Va bene, grazie, arrivederci”.

Allora io cominciai a pensare, da allora, che i dati che ci stavano sciorinando pubblicamente erano tutti falsi. Devo dire che la mia ricerca è continuata e, al di là dei dati che sono pubblicati (che, ripeto, penso siano falsi), ci sono le testimonianze di molti medici, tra cui quelli colpiti dal cancro, o di alcuni oncologi che io conosco e che, venendo da me, mi chiedono di spegnere il registratore e mi bisbigliano: “Io le dirò qualcosa, a registratore spento, però, se lei lo pubblica, io la smentirò pubblicamente”. E poi, a registratore spento, confessano: “Sì, noi siamo convinti che non si tratta di una donna ogni sette, come nel 1997 (donne che abbiano superato i cinquant’anni), ma valutiamo l’ipotesi di essere vicini al rapporto di una a tre”. Una a tre significa che una donna ha il cancro e altre due lo avranno entro breve tempo, nel giro di quattro o cinque anni o comunque in futuro, e la cosa è piuttosto impressionante.

Ora, nel continuare tale ricerca io avevo una mia idea sulle cause che potevano stare alla base del crollo di questo “muro di Berlino”, diciamo così, per quanto riguarda l’avanzata, in tal caso, non del capitalismo e/o della libertà, a seconda dei punti di vista di chi vuole commentare quel particolare evento storico, ma il progredire della malattia rispetto alla situazione sanitaria dell’intera umanità.

E i conti, il ragionamento, erano piuttosto semplici. Io pensavo: “È lievitato enormemente l’inquinamento negli ultimi anni, sono diminuite di molto le nostre difese immunitarie ed ecco che la malattia dilaga”.

È da notare che oltre al cancro (che da quel momento in poi è stato, per me, come una diga crollata, per cui ogni giorno ricevo due, tre, quattro telefonate di persone che conosco, le quali mi riferiscono di essersi beccate un tumore) tanti soggetti mi informano di essersi ammalati – per esempio – di noduli alla tiroide, di morbo celiaco (intolleranze alimentari, in particolare al glutine), di avere sviluppato fortissime allergie alla pelle, agli organi di respirazione e agli occhi; di essere stati colpiti da epatiti virali o da altre malattie virali. Inoltre, mi risulta che siano tornate a diffondersi forme endemiche di tubercolosi, di sifilide, di varie malattie infettive. Altre malattie “nuove”, come la SARS, hanno debuttato per la prima volta (come sapete, quella che abbiamo avuto lo scorso inverno è solo la prima, ma temo che ce ne saranno altre). Addirittura ci sono state epidemie di Citomegalovirus o di altre malattie dovute a un virus che, preso nell’aria che respiriamo, ci fa stare un mese a letto con la febbre a 40°C; forme di astenia generale colpiscono tantissime persone; una metà della popolazione oltre i quaranta è diventata sterile; numerosissimi uomini accusano impotenza sessuale prima dei quarant’anni o, nel migliore dei casi, un abbassamento enorme del desiderio sessuale, delle forze fisiche e si potrebbe continuare per pagine intere con questa indagine poco divertente.

Senza parlare poi del mare di depressioni, di cefalee, di dolori reumatici, di dolori alle ossa e chi più ne ha, più ne metta (tutto, ovviamente, in misura assai maggiore rispetto ad una decina di anni fa).

Allora, quello che a me serviva per poter dimostrare il presente teorema era un dato oggettivo, e il dato oggettivo “finalmente” l’ho trovato. Nello scorso inverno, parliamo quindi del 2003, è uscito, prima negli Stati Uniti (Washington Post) e poi in Italia (Corriere della Sera), un articolo che ci dice che un gruppo di leader ambientalisti americani, quindi persone che fanno questo lavoro a tempo pieno, che sono addetti ai lavori, che sono espertissimi della materia (tra cui la compagna di un leader ambientalista americano, una signora che mangia soltanto macrobiotico da dieci anni), hanno avuto una brillante idea e si sono detti: “Noi, fino ad oggi, abbiamo monitorato l’inquinamento della pattumiera terra e abbiamo esaminato l’inquinamento delle acque, dell’aria e del terreno, ma non siamo mai andati a esaminare l’inquinamento della pattumiera uomo… e allora questa volta lo facciamo”. Così queste persone si sono sottoposte a un esame specialissimo, che è possibile effettuare solo in poche università al mondo, con sofisticate analisi in una delle più prestigiose università americane e con un costo di 5.000 dollari a persona. È venuto fuori che ognuna di loro aveva in corpo 101 sostanze altamente cancerogene, cominciando dalla diossina, continuando con il cianuro, l’arsenico, il piombo, il mercurio e via dicendo. E ciò in misura uguale, sia per gli uomini che per la donna che si illudeva di mangiare macrobiotico da dieci anni. Dico “si illudeva” perché, poverina, lei coltivava il suo riso integrale nell’orticello della sua casa a nord-est di San Francisco, in quelle foreste sterminate dove hanno girato il film Rambo, dove non ci sono presidi industriali importanti e non vengono neanche segnalati inquinamenti atmosferici di rilievo, dove non passano cavi di alta tensione, ecc.

Lei, naturalmente, nel suo terreno non utilizzava sostanze chimiche però non capiva che, ogni volta che pioveva, nel suo orto ci finiva la diossina, il cianuro, l’arsenico, il piombo, il mercurio, ecc. Ora questo ci dice due cose: primo, che ognuno di noi ha le suddette 101 sostanze altamente cancerogene nel proprio corpo (con piccolissime oscillazioni nei valori misurati) e, secondo, che non le potremo mai più buttare fuori. Il livello di inquinamento è di gran lunga superiore a quello che subirono coloro che furono investiti dalla nube tossica di Seveso, tanto per fare un esempio. Noi vedemmo con orrore quelle immagini al telegiornale, ma oggi siamo più inquinati di quelle sfortunate persone.

Allora cosa penso, in sostanza? Io penso che con un simile, spaventoso inquinamento che abbiamo nel nostro organismo, almeno per quanto riguarda gli over 50, gli over 55-60 come me, nei prossimi dieci anni, - ne sono convinto - ci beccheremo tutti il cancro. Tutti significa dal primo all’ultimo. Però, sono anche dell’avviso che la medicina ha fatto notevoli passi in avanti e che quindi una buona parte delle persone colpite dal tumore maligno si salverà.

Adesso, ricostruendo un po’ il percorso dal punto di vista dell’Astrologia Attiva, devo dire che se noi abbiamo la malattia in corpo che sta viaggiando già da dieci anni, il compleanno mirato non ci può proteggere al 100 per cento ma ci può proteggere all’80 per cento (grosso modo) e ci può proteggere per il futuro, ma non per il passato: così adesso mi spiego il caso di quella mia amica di Roma, che aveva questo cancro probabilmente già da tre o da quattro anni, in progress, e si è manifestato sotto una buona Rivoluzione solare, cosa che credo abbia contribuito fortemente a salvarla, dato che ormai siamo al quarto (se non erro) suo compleanno mirato, lei sta benissimo in salute e non ha avuto alcuna recidiva.

Per questo, come prima cosa, io vi invito ancora di più a prendere in considerazione l’idea di spostarvi tutti gli anni, non un anno sì e uno no, e come seconda cosa, siccome noi non possiamo proteggerci dalle malattie pregresse, a mettere in campo tutta una serie di protezioni che noi riteniamo utili al fine di difendere la nostra salute, supporti che per alcuni potranno essere la medicina omeopatica, per altri i fiori di Bach o la pranoterapia, l’agopuntura, i massaggi shiatsu e - perché no? - anche la preghiera a Padre Pio, alla Madonna, a Maometto, a Buddha. Per altre persone un’ottima medicina potrebbe essere l’amore, che è un fortissimo antiossidante (quando si è innamorati è difficile ammalarsi). Per altri ancora si può trattare dei mezzi tradizionali della scienza: per esempio ormai quasi tutti i medici sono convinti che dosi massicce di vitamina C ed E, come pure di melatonina, hanno una forte azione antiossidante e aiutano a combattere il cancro. Inoltre ricordiamo che, di fronte alla domanda “Dato che tutti i cibi sono avvelenati, qual è il modo giusto di alimentarsi?” la risposta di grandi medici è: 1) mangiare pochissimo; 2) cambiare ogni giorno quello che si mangia, perché piccole dosi di veleni differenti presi ogni giorno fanno molto meno male di uno stesso veleno preso continuamente.

Secondo questo modo di vedere, colui che mangia in maniera fissa mozzarelle, e ne ingurgita grandi quantità ogni giorno, probabilmente morirà prima di altri che non hanno queste abitudini alimentari, perché mangerà sempre lo stesso tipo di veleno, che si accumulerà in una misura troppo forte e lo ucciderà. Chi invece ingerirà un po’ di veleno dalla verdura, un po’ di veleno differente dalla pasta o dalla carne o dal pesce, avrà più chance di salvarsi.

A monte o a valle di ciò, inoltre, io raccomando anche di non chiedermi assolutamente sconti sul chilometraggio del viaggio per il compleanno mirato, perché non ha senso, di questi tempi in cui dobbiamo affrontare un nemico che ha i denti affilatissimi, pensare di potersi spostare solo fino a Londra o fino a Parigi. Dovremmo invece domandare: “È possibile andare sulla Luna per difendermi meglio? Perché, se è possibile, io vado anche sulla Luna”.

Ecco allora, detto ciò, è evidente che invito tutti ad essere più aggressivi nei confronti del nemico costituito dall’inquinamento e dalla malattia. Naturalmente invito tutti soprattutto a evitare quelle tossine che ingeriamo volontariamente, fumando, bevendo alcool, prendendo droghe, farmaci, eccetera.

Vorrei anche osservare che personalmente nutro una certa speranza per i ragazzi di oggi, ritenendo che noi stiamo mutando geneticamente: così come i topi si sono abituati alle esche avvelenate, e quindi non li uccidiamo più e abbiamo perso la guerra con loro, analogamente penso che anche noi esseri umani ci stiamo abituando lentamente al veleno. Però in noi esseri umani credo che il processo sia lunghissimo, molto più lungo di quello che può avvenire nei topi e allora, probabilmente, quando i ragazzi e le ragazze di oggi avranno sessant’anni, forse andranno dal medico e gli faranno vedere le analisi e il medico dirà loro: “Signora, lei mi sta tenendo questa diossina un po’ troppo alta, la deve far scendere!”, così come un medico di oggi direbbe “Lei ha valori troppo alti di glicemia e deve provvedere!”. Credo però che ciò riguarderà soltanto i ragazzi del futuro e che noi (over 50/60) siamo, purtroppo, fortemente esposti. Pertanto, ripeto, a mio avviso la Rivoluzione solare mirata non è la lampada di Aladino, Lourdes o Padre Pio, ma è uno dei supporti più importanti, uno degli scudi più protettivi che esistano per difenderci dalla malattia, in una misura di efficacia che potremmo indicare vicina all’ottanta per cento rispetto al pericolo. Sono consapevole del fatto che quel venti per cento che resta scoperto è terribile comunque, però, in ogni caso, la differenza fra la protezione con uno scudo all’ottanta per cento e l’assenza totale di protezione, trascorrendo ogni anno il compleanno nel nostro luogo di abituale residenza e beccandoci delle posizioni astrali che a volte sono alquanto insidiose, è evidente. Io credo che in questo caso non possiamo assolutamente, dico assolutamente, correre tale rischio e quindi, decisamente, vi invito a operare in questa precisa direzione e a continuare con il discorso del compleanno mirato, come anche con quello dell’esorcizzazione del simbolo.

Infine desidererei anche raccomandarvi, relativamente al discorso sulla salute (che spero abbiate letto con attenzione senza annoiarvi), che vi sconsiglio fermamente di tentare di convincere gli scettici a partire. Ci sono legioni di miei allievi, e anche bravissimi colleghi, che costringono genitori ottantenni a mettersi sull’aereo per partire per il compleanno mirato quando questi poveracci non credono minimamente a tale operazione, e, pur di far contenti i figli, si sottopongono a sofferenze terribili.

Quando io fui convinto, nel 1995, che nel giro di un anno avrei perso mio padre e mia madre, non feci nulla per farli partire per il compleanno mirato, perché loro non credevano assolutamente alla suddetta tecnica. Allora la mia esortazione è: voi partite, partite, partite e, se potete, fate partire i vostri figli, perché di quelli avete una responsabilità diretta, ma non costringete mai alcuno, perché si tratterebbe di violenza mentale, a cominciare dai genitori o dalle persone anziane, quando i primi o le seconde non credono alle Rivoluzioni solari mirate.

Ecco, questo è tutto, ma naturalmente, sia sul mio sito, sia attraverso la mia rivista, potrete aggiornarvi sulla presente ricerca che io considero un file temporaneo e che quindi devo aggiornare continuamente cercando, per il futuro, di trasmettervi tutte le notizie che sono utili a noi tutti per difenderci meglio.

 

 

Perché tutto ciò è legato al discorso sulla validità delle previsioni in astrologia?

 

Cercherò di spiegarlo qui di seguito. Prima, però, ho bisogno di ribadire un concetto che sostengo da molti anni.

 

Nella valutazione degli avvenimenti, in rapporto alle nostre mosse “mirate”, non dimentichiamo di tenere conto delle variabili in campo. I nostri nemici viscerali e storici, nel computo delle variabili in gioco nel destino umano non si sognano neanche di mettere quella relativa all’influenza degli astri. I nostri più fanatici e ciechi sostenitori, al contrario, dimenticano che le variabili in esame sono più di una e non si limitano solamente alla “influenza” di quei sassolini che ci girano sulla testa. Di questo si è discusso parzialmente, in TV, nel corso del 1997. La trasmissione di Corto circuito, a Canale 5, la sera di Pasqua, il 30 marzo alle 23.45, è stata dedicata a una tavola rotonda sulla Bioetica. Conducevano Daria Bignardi e Gian Arturo Ferrari. Ospiti della serata il filosofo Giacomo Marramao, don Roberto Colombo, il musulmano Gabriele Mandel, il biologo Edoardo Boncinelli (lavoravamo assieme presso il CNR di Napoli nel 1967) e uno scrittore di cui non ricordo il nome. Si discuteva di clonazione (o di clonaggio, come rettificava il biologo). Dibattito interessante, sotto vari aspetti. Si metteva sul campo la paura (dell’uomo? della Chiesa?) di creare dei “doppi” da un punto di vista umano, ma - fortunatamente - una simile sciocchezza veniva subito messa da parte. Tuttavia, i coltissimi ospiti dimenticarono di porre in evidenza un particolare assai importante, quello legato al rapporto uomo-astri. Lasciamo da parte il problema dell’anima nell’essere clonato e, non perché non sia un problema importante, ma in quanto rischierebbe di condurci lungo discussioni sterili e assolutamente inutili sul piano pratico, e consideriamo gli altri aspetti. Tutti i presenti sembravano essere più o meno convinti dell’esistenza di due variabili fondamentali tali da impedire, di fatto, la possibilità che due esseri umani solo apparentemente simili, come i gemelli monozigoti, possano essere assolutamente identici. Le due variabili fondamentali sono la matrice genetica, intesa come informazione contenuta nell’acido desossiribonucleico, e quella storica che ci dice quanto ogni essere umano sia influenzato dalle condizioni geografiche, economiche, politiche, sociali e culturali del luogo e del periodo in cui nasce e vive. A questo punto avviene un piccolo colpo di scena: il biologo Boncinelli tira fuori una nuova variabile che, per quanto mi risulta, non era mai stata portata in campo in precedenti dibattiti sull’argomento e cioè il fatto che la connessione tra i neuroni, col nascere di una nuova vita intrauterina, avverrebbe in modo del tutto casuale e determinerebbe davvero, per sé stessa, quell’unicità assoluta che è un essere umano. Lo scienziato non ha avuto molto tempo per spiegare le sue ragioni, ma ci è sembrato che egli volesse dire, da un punto di vista assolutamente laico, legittimamente laico, che tale variabile altro non è che l’anima. In ogni caso, sia che vogliamo chiamarla anima, sia che intendiamo, invece, definirla secondo le specifiche della biologia, è un fatto che essa è realmente una terza variabile in gioco. Ma con gli astri come la mettiamo? Abbiamo dimenticato, allora, se proprio vogliamo contare tutte le variabili, che quella astrologica è la quarta e non la meno importante variabile (anzi, secondo il mio parere è al primo posto)?

 

La breve premessa sopra riportata ci introduce a un altro concetto fondamentale, legato alle previsioni in astrologia:

 

Attualità del linguaggio previsionale

 

Facciamo un esempio. Prendiamo, dai vari paragrafi del mio libro Transiti e Rivoluzioni solari, quello che corrisponde a Giove di Rivoluzione nella terza Casa (ovviamente di RS). In esso si dice, tra l’altro, che il soggetto durante l’anno si dedicherà alla scrittura oppure farà corsi relativi ai computer. Infatti, giusto per citare un esempio, una donna che ha superato i cinquant’anni e che svolge un lavoro intellettuale e qualificato, pur avendo odiato con tutte le proprie forze il computer negli anni addietro, nell’attuale Rivoluzione solare in cui Giove si trova in terza Casa ha iniziato a prendere lezioni di informatica e a scrivere moltissimo a mezzo del programma Word, pur avendo scritto per tutta la vita con carta e penna a sfera.

Ora voi pensate che fra cinquant’anni ciò sarà ancora possibile? Evidentemente no, dal momento che tutti scriveranno al computer già alle scuole elementari, fin dai prossimi anni. Ma i significati cambieranno soltanto di poco e una omologa persona, per esempio, potrebbe iniziare a scrivere romanzi. Insomma, il simbolo va seguito nella sua espressione legata ai tempi e allo sviluppo anche culturale dell’uomo: ciò che era la biga romana duemila anni fa è l’automobile oggi.

Allo stesso modo possiamo affermare che le regole descritte in questo libro funzionano in moltissimi casi, ma vanno lette con intelligenza.

Personalmente mi sento di affermare, quasi in forma apodittica, che dieci anni fa chi si spostava ogni anno per il viaggio di compleanno era quasi del tutto al riparo da malattie importanti che si possono manifestare a cinquanta o a sessant’anni. Oggi, per le ragioni prima esposte, ciò non è più vero, ma resta sempre il fatto che chi si sposta per il viaggio di compleanno e fa in modo, per esempio, che Marte non si trovi in prima, sesta o dodicesima Casa, potrà cavarsela, in caso di malattia seria, molto meglio di chi si ritrova un Ascendente in prima Casa o un Sole in sesta o uno stellium in ottava.

Per dare una ulteriore dimostrazione di ciò, mostrerò il grafico di due donne straniere di generazioni diverse. La prima (figura A), più anziana, alla nascita presentava un Marte in Cancro nella prima Casa. Ai suoi tempi (ossia quando lei era giovane), per una posizione del genere si poteva affermare, senza ombra di dubbio o comunque con una altissima percentuale di esattezza nella previsione, che costei si sarebbe ammalata gravemente, nel corso della vita, o allo stomaco o al seno e, infatti, molti anni fa, quando il tumore al seno era una cosa rarissima, lei ne fu vittima.

Anche la donna della figura B, più giovane, è stata recentemente colpita dallo stesso male, ma – come potete vedere – non presenta alcun carattere specificamente distintivo come la sua omologa in tale disgrazia. Certo, potremmo anche forzare l’interpretazione dicendo che c’è un mezzo Ascendente in Cancro e una Luna congiunta a Marte, ma sarebbe una vera forzatura, perché potrei presentare altri casi di giovani donne in cui, in presenza di tumore al seno, non esiste neanche il minimo appiglio relativo al segno del Cancro o alla Luna.

Dunque dobbiamo concludere, ancora una volta, che le previsioni vanno fatte soprattutto avendo un grande bagaglio di esperienza, ed esse saranno tanto più esatte quanto più l’astrologo sarà degno di appartenere alla specie dell’homo sapiens.

 

  FIGURA A

  FIGURA B

 

 




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